STEM to BI: oltre 670 partecipanti tra Hackathon e Salone delle STEM a Biella
Hackathon, laboratori, testimonianze e attività pratiche per creare uno spazio di incontro tra scuole, imprese, divulgazione scientifica e comunità educante, con l’obiettivo di accompagnare studentesse e studenti nella scoperta delle professioni STEM.
Due giornate di attività, decine di professionisti e professioniste coinvolti, laboratori, testimonianze e occasioni di confronto. Ma soprattutto centinaia di ragazze e ragazzi che hanno potuto esplorare le STEM in modo concreto, mettendosi alla prova e confrontandosi con percorsi di studio e professioni spesso poco conosciuti. Con l’Hackathon e il Salone delle STEM si è concluso il percorso di STEM to BI, progetto sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale e coordinato dal Consorzio Sociale Il Filo da Tessere.
L’hackathon del 26 maggio e il salone delle STEM del 27 maggio, ospitati a Città Studi Biella, hanno rappresentato il momento conclusivo di un percorso che in questo anno scolastico ha coinvolto le 7 scuole secondarie di II grado del territorio, offrendo occasioni concrete per conoscere professioni, competenze e opportunità legate al mondo scientifico e tecnologico.
STEM to BI in numeri
- 7 scuole superiori
- 22 classi e 1 gruppo di studenti e studentesse con disabilità
- 387 studenti e studentesse coinvolti nel percorso di un anno
- 23 project work sviluppati
- 5 partner di progetto
- 540 giovani presenti alle giornate finali (tra scuole superiori e scuole medie)
- 104 persone tra docenti, famiglie e comunità educante
- 15 orientatrici coinvolte
- 30 aziende ed esperti presenti
- 4 divulgatori e divulgatrici scientifiche ospiti
Dalle idee ai project work: l’esperienza dell’hackathon
La prima giornata ha visto protagoniste 22 classi e 1 gruppo di studenti con disabilità coinvolti nei percorsi di orientamento di STEM to BI. Durante l’hackathon, ragazze e ragazzi hanno presentato i project work sviluppati nel corso dell’anno scolastico.
L’esperienza ha permesso di mettere in gioco competenze scientifiche, digitali e relazionali, valorizzando il lavoro di gruppo, la creatività e la capacità di trasformare idee in proposte concrete. Più che una competizione, l’hackathon è stato un’occasione di confronto con esperti ed esperte e di sperimentazione attiva, in cui le STEM sono diventate uno strumento per leggere e interpretare la realtà.
Orientarsi attraverso l’esperienza
Al centro di STEM to BI non ci sono state soltanto le discipline scientifiche e tecnologiche, ma soprattutto le persone e le loro scelte future.
Attraverso laboratori, incontri e testimonianze, studentesse e studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con professionisti e professioniste provenienti da ambiti diversi, scoprendo percorsi formativi e lavorativi spesso poco conosciuti e riflettendo sulle proprie inclinazioni, interessi e aspirazioni.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema degli stereotipi che possono influenzare le scelte scolastiche e professionali, promuovendo una visione delle STEM aperta, accessibile e capace di valorizzare talenti e potenzialità di ciascuna persona, insieme all’attivista STEM Carmen Panepinto Zayati.
Un salone delle STEM aperto all’incontro e alla scoperta
La seconda giornata ha trasformato Città Studi in uno spazio dedicato alla scoperta delle STEM attraverso attività pratiche, momenti di divulgazione e occasioni di dialogo.
Durante il Salone delle STEM, ragazze e ragazzi hanno potuto incontrare divulgatrici e divulgatori scientifici, professionisti e professioniste, esplorando temi che spaziano dalla robotica all’intelligenza artificiale, dal gaming al marketing, fino alle nuove tecnologie applicate alla vita quotidiana e al lavoro.
Le testimonianze di Quantum Girl, Chimicazza e Adrian Fartade hanno offerto uno sguardo concreto sulle opportunità che le discipline STEM possono generare, mostrando come competenze scientifiche, creatività, comunicazione e capacità relazionali siano sempre più intrecciate nei percorsi professionali contemporanei.
Giovani protagonisti
Tra le esperienze più significative delle giornate finali vi è stata anche la partecipazione attiva della Commissione Giovani di Cascina Oremo, che ha curato alcune interviste agli ospiti del Salone delle STEM.
Un’occasione per sperimentarsi in prima persona nella preparazione dei contenuti, nella conduzione di dialoghi pubblici e nella gestione degli incontri, sviluppando competenze comunicative e organizzative attraverso un ruolo da protagonisti.
Una comunità che accompagna le scelte
È proprio nella capacità di intrecciare esperienze pratiche, testimonianze e protagonismo giovanile che emerge il valore più profondo del percorso: aiutare ragazze e ragazzi a conoscere meglio sé stessi, il mondo che li circonda e le possibilità che il futuro può offrire.
Dichiara Federica Collinetti, Presidente del Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, capofila del progetto: “Abbiamo visto ragazze e ragazzi mettersi in gioco, confrontarsi con professioniste e professionisti e conoscere ambiti spesso percepiti come lontani, grazie alle occasioni offerte con STEM to BI”.
Prosegue Elisabetta Barzelloni, Responsabile Attività Istituzionali – Area Digitale e occupabilità del Fondo per la Repubblica Digitale: “Secondo i più recenti dati europei, la carenza di professionisti ICT e di competenze STEM continua a rappresentare una sfida per tutta l’Europa. In Italia, inoltre, poco più della metà della popolazione possiede competenze digitali di base e le donne restano ancora fortemente sottorappresentate nei percorsi di studio scientifici. È in questo contesto che il Fondo per la Repubblica Digitale, partnership tra pubblico (Governo) e privato sociale (Acri) ha pubblicato nel 2024 Polaris, il bando da 20 milioni dedicato a rafforzare le competenze STEM e l’orientamento di studenti e studentesse delle scuole secondarie. Tra i progetti selezionati anche “STEM to BI” coordinato dal Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, che ha messo al centro del proprio percorso la promozione e lo sviluppo di competenze nelle discipline STEM, con particolare attenzione alla parità di genere e all’inclusione. Siamo convinti che questo percorso abbia rappresentato per ragazze e ragazzi un’occasione concreta per ampliare il proprio sguardo sulle opportunità offerte dagli ambiti scientifici e tecnologici, coltivando curiosità, talento e maggiore consapevolezza nelle scelte formative e professionali future”.
STEM to BI è stato realizzato grazie a una rete composta da scuole, università, imprese e realtà del territorio, tra cui IIS Eugenio Bona, ITIS Sella, IIS G. e Q. Sella, Liceo del Cossatese, IIS Gae Aulenti, Liceo Avogadro, Consorzio Sociale Il Filo da Tessere, Politecnico di Torino, Fondazione Zegna, Cascina Oremo con il laboratorio di robotica Basilio Bona, Synesthesia e Agenda Digitale Biella.
* Il Fondo per la Repubblica Digitale, finanziatore del progetto, è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta.
Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità.
L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.
Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it




