Parliamo di… robotica
Si è svolto al Liceo Amedeo Avogadro di Biella il terzo appuntamento della rassegna STEM to BI dedicata alla Comunità Educante. “Parliamo di robotica” ha messo a confronto ricerca universitaria e giovani generazioni, offrendo uno sguardo ampio e concreto su un ambito che sta trasformando il nostro presente.
Protagonisti dell’incontro Marina Indri, Professoressa Associata al Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, e Rosario Francesco Cavelli, dottorando in Ingegneria Elettrica, Elettronica e delle Comunicazioni, che hanno dialogato con studentesse e studenti del liceo, moderatori della tavola rotonda.
Un confronto diretto, ricco di domande puntuali e riflessioni mature, che ha fatto emergere quanto la robotica sia già oggi pervasiva nella vita quotidiana, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Non solo industria, ma sanità, logistica e assistenza: i robot sono strumenti sempre più integrati nei processi produttivi e sociali.
Ampio spazio è stato dedicato al passaggio verso l’Industria 5.0 e al ruolo dei cobot (robot collaborativi), progettati per lavorare fianco a fianco con le persone. Macchine più flessibili, più sicure e sempre più user friendly, destinate non a sostituire indiscriminatamente il lavoro umano, ma a trasformarlo. Una trasformazione che richiederà nuove competenze, nuove responsabilità e una diversa organizzazione del lavoro.
È emerso con chiarezza come la robotica rappresenti un punto di incontro tra matematica, fisica e informatica, discipline che trovano in questo ambito un riscontro pratico immediato. Dietro ogni robot ci sono modelli matematici, sistemi di controllo, scelte progettuali e integrazione con l’intelligenza artificiale: un ecosistema complesso che rende evidente il valore delle competenze scientifiche.
Non solo tecnologia. La robotica è stata raccontata anche come palestra di life skills: affrontare imprevisti, sviluppare pensiero laterale, esercitare creatività, imparare a lavorare in gruppo e a risolvere problemi reali. Competenze trasversali fondamentali, utili ben oltre i confini dell’ingegneria.
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il tema dell’inclusione. La robotica può essere proposta già a partire dall’infanzia, con linguaggi e strumenti adeguati, diventando occasione di apprendimento accessibile e motivante. In questo senso è stata richiamata l’esperienza del Laboratorio di robotica inclusiva Basilio Bona di Cascina Oremo, esempio concreto di come le STEM possano diventare strumento di partecipazione e crescita per tutte e tutti, superando anche gli stereotipi legati al genere.
L’incontro ha confermato la vocazione della rassegna STEM to BI: creare spazi di dialogo tra scuola, università, enti del settore not-for-profit, famiglie e cittadinanza per comprendere insieme le trasformazioni in atto e accompagnare le nuove generazioni attraverso l’orientamento, offrendo strumenti concreti per leggere il presente e immaginare il proprio percorso formativo e professionale con maggiore consapevolezza.
Il prossimo appuntamento è in programma martedì 10 marzo alle ore 17.00 all’IIS Eugenio Bona di Biella con “Parliamo di donne e STEM”, un incontro dedicato al ruolo femminile nella scienza, nell’innovazione e nei processi decisionali.
Tutte le informazioni sono disponibili qui.
Le attività sono a cura del Consorzio Sociale Il Filo da Tessere e rientrano in STEM to BI, un progetto selezionato nell’ambito del bando Polaris e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa Sociale.
* Il Fondo per la Repubblica Digitale, finanziatore del progetto, è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta.
Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità.
L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.
Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it
